Pietro Mattei da Chiusdino: Cantari in ottava rima (XVI sec)

Pietro Mattei da Chiusdino: Cantari in ottava rima (XVI sec)

presentazione del libro
PIETRO MATTEI DA CHIUSDINO
CANTARI IN OTTAVA RIMA
(XVI SECOLO)
Siena, venerdì 26 gennaio, ore 17
sala storica della Biblioteca Comunale
via della Sapienza, 5

a cura di
Andrea Conti e Giulia Marucelli
Nuova Immagine Editrice

interverranno:

Duccio Balestracci

Roberto Barzanti

Pietro Clemente

le ottave saranno declamate in canto da
Marco Betti

parteciperanno i Curatori del volume e l’Editore

Siena, 26 gennaio 2018, presentazione del volume «Pietro Mattei da Chiusdino. Cantari in ottava rima (XVI secolo)» di Andrea Conti e Giulia Marucelli interverranno Duccio Balestracci, Roberto Barzanti, Pietro Clemente Venerdì 26 gennaio, alle ore 17, la Sala storica della Biblioteca comunale degl’Intronati di Siena, ospiterà la presentazione del volume «Pietro Mattei da Chiusdino. Cantari in ottava rima (XVI secolo)», di Andrea Conti e Giulia Marucelli, pubblicato da Nuova Immagine Editrice, in cui sono raccolti quattro «cantari», cioè componimenti narrativi in versi («ottave», appunto) di argomento storico o favolistico, cantati un tempo sulle pubbliche piazze. La presentazione del volume è affidata a Duccio Balestracci, Roberto Barzanti e Pietro Clemente. Dimenticati per quattro secoli e inediti fino ad oggi, scoperti in maniera del tutto casuale da Andrea Conti – noto ai più per le sue pubblicazioni su san Galgano – nella Biblioteca Angelica di Roma e nella Biblioteca Comunale degl’Intronati di Siena, questi Cantari furono scritti da Pietro di Matteo di Antonio Mattei, nato a Chiusdino negli anni Venti del XVI secolo e ivi vissuto e morto nel 1603. Dei quattro «poemi», due sono di argomento storico e riguardano rispettivamente la Guerra di Siena vissuta dagli abitanti di Chiusdino e della Val di Merse, e l’arrivo dei Turchi sulle coste maremmane nel 1544, mentre degli altri due, in uno (ricorrendo alla simpatica «finzione del manoscritto ritrovato») si narrano le origini mitiche di Chiusdino che sarebbe stato fondato dal Chiusi signore di Scozia, mentre nell’altro è descritto la storia d’amore fra Benuccio e Ariella, un romanzo non privo di ingenuità ma anche di colpi di scena. I testi costituiscono documenti interessanti sotto vari aspetti: «Fra gli stimoli che hanno sostenuto il recupero di questi antichi e dimenticati manoscritti – spiega Andrea Conti – la necessità di presentare al pubblico gli unici documenti dell’area della Val di Merse che risalgono a un testimone diretto dei fatti narrati». «Non meno importante – ci dice Giulia Marucelli, giovane storica della Lingua italiana – lo studio del patrimonio linguistico che in essi è custodito, quella varietà di un senese dai tratti arcaizzanti punteggiato qua e là di espressioni idiomatiche che si sono conservate in parte nell’attuale parlata chiusdinese e che sembra fornire dati di un certo rilievo anche nell’ottica di ulteriori studi sui rapporti tra vernacolo di Chiusdino, volterrano (a cui il primo viene tradizionalmente ascritto) e senese». Sul piano antropologico i poemi testimoniano il forte legame con una cultura ancora affidata alla trasmissione orale anche per le opere letterarie, benché la stampa iniziasse a favorire un’ampia circolazione dei testi: «I versi del Mattei – affermano gli autori – possono dirci qualcosa anche sulla diffusione delle opere letterarie del tempo e sulla loro fortuna poiché dall’analisi delle ottave si riscontrano sorprendenti risonanze dei grandi autori allora in voga, il Pulci del «Morgante Maggiore», il Boiardo dell’«Orlando Innamorato» e l’Ariosto del «Furioso» …» Nella serata della presentazione, il cantore Marco Betti eseguirà in canto alcune delle ottave del volume.


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